sabato 19 maggio 2012

hotel insonnia



L’assenza è una scala che le dita inventano sui tasti di un piano. La voce delle stesse note che si leva in un moto perpetuo del suono, stanco, si propaga nel vuoto di una stanza, per poi tacere sul bianco delle pareti e rinascere, nel vigore dell’unica mano che si muove-l’altra, sostiene il peso della testa, adagiata morbida, sul palmo aperto. Qualche capello scivola dalla crocchia e solletica le labbra serrate, spostando particelle di pulviscolo che arricchiscono l’aria di ulteriori note-
Le ore passano distratte, vedono i raggi della luna allungarsi diversamente, sul sorriso di una bambola, accendendone una parte delle ali. I passi, invece si confondono, gli occhi, accarezzano la superficie delle cose, mentre queste tacciono, attendendo il tuo ritorno.
La mancanza è questo mio pigiama, allegramente colorato, che resta disatteso, quando l’altro è lontano, o l’insonnia, che rende giorno e notte un solo cielo arido, trattenendo la mia voglia di parlarti, di ritrovarti, lasciandomi così sfibrata.

domenica 13 maggio 2012

Tra le trame


C'era una volta un tempo, e delle terre, in cui tutto era bianco.
Ogni mattina i portoni si aprivano, e con loro, le finestre, e le case diventavano volti sorridenti, lasciando uscire dalla bocca gli uomini diretti verso i monti. Le donne affacciate, si intrattenevano per seguirli con lo sguardo, il tempo necessario affinché le figure diventassero un unico indistinto colore.
Allora rientravano tra le mura. Sedendo ai filatoi, con le mani pazienti, tramandavano la loro memoria. Un nodo per le notti d’amore, un filo intrecciato per le incomprensioni, uno sciolto per i silenzi, un rombo per i sorrisi, e piano piano, la trama del quotidiano.
Le case, come madri in attesa, leggevano a vicenda le trame, facendo la storia di quel paese splendente in un bianco autentico.

http://www.youtube.com/watch?v=4lmdfUlSW18&feature=related

lunedì 7 maggio 2012

07/05/12

Oltre al suo affettuoso starmi vicina,
-non trovavo le parole
combattendo le mie inadeguatezze
e il tono canzonatorio
delle pagine schive-
la levatura e la dignità di chi ha perso, muovendosi nella legalità fino all'ultimo dibattito,


-come è vivo il pizzicore negli occhi mentre,
tuttora, ne sento la voce,
riecheggiare e rompersi nella commozione,
denunciare l'ennesima verità,
e come è desolato
il panorama lasciato dalle speranze, voltatesi di spalle e migrate
in un altrove lontano da questo mio corpo vuoto, ripiegato su sé stesso-

resta a testa alta contro i cori festanti
di questa Italia corrotta fin dalle sue più piccole fondamenta.

-e si fa
stretto, il nodo che mi serra la gola,
e amaro, il sapore di queste lacrime che non trattengo,
piangendo tutta la delusione per un paese ottuso
che si vende i voti e recapita un pacco bomba-


Mentre mi affianco a Lui,
sentendomi piccina,
ritrovo le parole,
ieri cocciutamente mute,
oggi convergono tutte nell'unica e compiuta stima.

martedì 1 maggio 2012

Cinema d'estate

[ La sua voce metallica mi ronza, oggi, nella testa, mentre l'immagine di cui parla continua a sorridermi sicura dai cartelloni elettorali; tenuti con l'adesivo, fanno ulteriormente tenero il corpo dell'altoparlante, che mi rimanda alle lenzuola bianche ed ai cortili dei palazzi del primo novecento,  dove siedevamo nelle sere estive, aspettando di guardare lo spazio infestato di zanzare farsi cinema. E come i personaggi si muovessero sulla scena mobile di un lenzuolo, e sentirne, col fiato in gola, rimbombare le storie tra gli archi degli androni, mentre noi, per poche lire,  viaggiavamo felici tra i sogni e le emozioni ]

mercoledì 25 aprile 2012

Memoria di una pila



[Brilla il mondo di una lacrima che non ha memoria. Una galassia che si ricovera in una pila e che racconta la sua storia.
Sottraendo il tempo, lo addormenta negli interstizi dei suoi piccoli mondi,
rimpiccioliti a cose, li sistemammo con dovizia tra le dita.
Così la memoria e la nostra storia,
il senso che oggi ha una data
raccontata con i battiti di cuori estranei]